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Resisti al carovita….entra nei GAP!

Roma, Milano, Ancona, Biella, Benevento, Marsciano, grandi città e piccoli paesi, circoli del partito, centri sociali e case occupate, associazioni di base e quant’altro stanno iniziando ad ampliare la rete dei GAP in tutta la nostra penisola. I Gruppi di Acquisto Popolari stanno oramai costruendo dal basso, in forma reticolare una mobilitazione costanze sul tema del caro vita utilizzando il pane come bene di prima necessità con cui partire, denunciando le speculazioni, l’inadempienza del nostro governo che difende la borsa delle caste finanziarie ma non la borsa della spesa del popolo che non arriva a fine mese.

E’ necessario continuare a tenere viva la nostra mobilitazione a lungo, in questi mesi i compagni e le compagne di Roma ad esempio sono stati generosi nel prestarsi ogni settimana in questo lento lavoro di sperimentazione. Adesso occorre passare dalle iniziative simboliche, che sono comunque importanti ad iniziative costanti nel tempo anche negli altri territori.

Mutualismo e conflitto sociale, radicamento ed utilità sociale nella quotidianità, questo è il terreno per ricostruire oggi una risposta di sinistra alla guerra tra poveri che la destra ci impone, ed atraversare la crisi che il neoliberismo determina. Partendo da questi elementi occorre riaprire la questione del caro vita attraversando le prossime mobilitazioni, ed occorre costruire forme di contrattazione che dal singolo territorio al governo nazionale impongano non solo il semplice blocco dei prezzi, ma il loro abbattimento, perché fissare i prezzi dopo che la speculazione c’è stata, vuol dire mantenere in piedi la speculazione!

La manifestazione dell’11 ottobre è stata importante anche da questo punto di vista, perché il tema del caro vita è stato sottolineato direttamente dal palco con un’intervento di una rappresentante di Action che assieme a noi da vita a questa esperienza. Ma come abbiamo sempre detto una manifestazione, se non ha un ritorno nella quotidianità, ha la stessa funzione di un concerto. Facciamo in modo che l’11 ottobre sia tutti i giorni, la ritirata è finita, non solo per una manifestazione ma tutti i giorni, nelle fabbriche, nei quartieri, nelle lotte.

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Categorie:Sociale
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