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Dietro le quinte di una lotta, con i lavoratori della ex San Giorgio

Dietro le quinte di una lotta, con i

lavoratori della ex San Giorgio

Hanno l’aspetto di chi è davvero stanco e provato da molte ore di discussione, poche di sonno e tanti chilometri macinati.
Arrivano insieme ai lavoratori e si fermano a discutere nelle scale e nell’atrio, in mezzo a capannelli improvvisati, qualche minuto prima che il Consiglio abbia inizio.
“Domani faremo la riunione delle segreterie dentro la ex San Giorgio. Un atto non solo simbolico, ma di sostanza. Vogliamo essere in mezzo ai lavoratori, dare un segnale. In questi giorni abbiamo ricevuto atti incredibili di solidarietà dalla gente comune, quasi commoventi: qualcuno ci ha portato la focaccia calda davanti ai cancelli, qualcun altro passando in macchina ha suonato il clacson e ci urlato di andare avanti, di tenere duro. Sono cose importanti, che ci spronano a non mollare”.
Parla Stefano Betalli, segretario FIOM. Credo che siamo quasi coetanei, anno più, anno meno. Colpisce la sua rabbia composta, il suo essere assolutamente determinato e pacato, nonostante l’evidente stanchezza.
Così come Graziano Leonardi, segretario UILM. Anche lui un ragazzo, con l’espressione di chi ne ha viste tante ed un sorriso ironico, come se volesse sdrammatizzare la tensione che si respira nell’aria.
“E’ stata importante anche la visita del Vescovo, stamattina. Una cosa bella, che ci ha fatto sentire vicino la città. Sabato abbiamo intenzione anche di fare qualcosa al Picco, prima della partita, ci piacerebbe leggere la lettera dei lavoratori, il loro appello alla città. Non bisogna lasciare nulla di intentato e tenere alta l’attenzione. Lo sciopero generale? Certo che lo prendiamo in considerazione, ma prima dobbiamo fare altri passaggi, andare a Roma ed incontrare la proprietà”.
Come primo passo i tre sindacati sono assolutamente concordi ed uniti per cercare di costringere la proprietà ad attivare la casa integrazione per un anno per tutti i lavoratori messi in mobilità: obiettivo che cercheranno di attuare dalla prossima settimana con l’incontro al Ministero delle Attività Produttive e qui a La Spezia con la proprietà, nella sede di Confindustria.
Chiedo un commento sulla presa di posizione dell’Amministratore Delegato di Brandt Italia, quella in cui afferma che la produzione delle lavatrici a marchio San Giorgio continua e che la crisi di Spel non riguarda il colosso industriale.
“Brand poteva fare molto, ma ha voluto di fatto boicottare la fabbrica” mi risponde Stefano, mentre Graziano dice che questa è la globalizzazione, che annulla le storie e le culture locali in nome del business globale.
Il Consiglio Comunale sta per cominciare, ci salutiamo. Li vedo scomparire dentro la massa dei lavoratori pigiati in attesa delle parole dei nostri politici locali. E li vedrò per tutta la sera andare e venire, telefonare, discutere, sino a tarda notte.
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Categorie:Giovani comunisti
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