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Privatizzazione del governo e parlamento s.p.a. (Gabriele De Mori)

Stavo ascoltando una storia e sul più bello mi sono addormentato! Prima che mi addormentassi, ero rimasto che un gruppo di uomini un giorno aveva deciso di collaborare per fare cose che singolarmente non sarebbero stati in grado di realizzare. Ovviamente si trattava di provvedere innanzitutto a quelli che a tutti si presentavano come i bisogni primari dell’essere vivente: sostentamento e sicurezza. Per questo motivo dissero: quest’acqua che sgorga naturalmente dalla terra potremmo cercare di convogliarla nei campi per potere annaffiare il grano per sfamarci, e magari un giorno riusciremo anche portarla nelle case di ognuno di noi per potere bere e lavarci e chissà, forse un giorno avremo anche l’idromassaggio… E per vivere un pochino più tranquilli, potremmo organizzarci in modo da poterci difendere da chi ci volesse aggredire e da potere soccorrere quelli di noi che sventuratamente cadessero vittime di qualche calamità naturale.
Passarono i secoli e l’organizzazione divenne sempre più grande e complessa: ma il motivo per cui gli uomini continuavano a vivere insieme, nel mio sogno, rimaneva lo stesso per cui i loro antenati, un giorno, avevano gettato le basi per costituire i primi stati…
Poi una mattina, forse proprio stamattina, mi sono svegliato e ho sentito qualcuno che diceva: le strade che ha costruito il tuo bisbisbisnonno, i tubi che il tuo proproproprozio ci ha passato sotto per portarti l’acqua, la sorgente che il padre di tutti noi ha collocato su quel monte, ora è mio, e ora giustamente ci voglio fare profitto! D’altra parte quegli enti pubblici che dovevano portarti l’acqua a casa senza trarne profitto (perché proprio anche per quello vivi in uno stato e paghi le tasse) in realtà ci facevano la cresta sopra e si perdevano per strada metà dell’acqua… Allora tanto vale che legalizziamo il furto e cartolarizziamo le falle! e speriamo che quel padre lassù ogni tanto ci mandi anche qualche terremoto, così io mando una squadra privata (s.p.a.) a soccorrere le vittime e a ricostruire, ovviamente con i mezzi che fino adesso abbiamo pagato con le nostre tasse: d’altra parte ho delle azioni e devo trarne profitto, se no che cazzo le ho comprate a fare? Poi un giorno comprerò le azioni dei carabinieri, dei vigili del fuoco, e forse in giro c’è già qualcuno che vende le azioni di quel padre lassù…
Allora ho creduto di sognare e invece di cercare di interpretare il mio sogno ho pensato a che cosa avevo mangiato ieri sera: non me lo ricordavo più, forse avevo bevuto troppo o forse avevo guardato troppa tv prima di andare a dormire.
Però mi sono ricordato che qualcuno un giorno ha detto che tutto, in natura, prima o poi, sarebbe diventato merce.. Non sono sicuro che la sua fantasia arrivasse all’assurdo di un paese retto da un governo privatizzato e di un parlamento s.p.a., il nostro è un caso a parte ed evidentemente ne siamo fieri!… comunque proprio quella persona aveva previsto la globalizzazione, aveva detto che lo stato è al servizio dei padroni e aveva detto che noi uomini, per la legge del mercato globale, siamo già merce.
E se per qualcuno è giusto o è già inevitabile che sia così (d’altronde abbiamo tutti le nostre pari opportunità e il ministro che degnamente le rappresenta), non ci stupisca quando per uscire di casa a fare due passi, per respirare l’aria e guardare il sole che ancora crediamo (?) di tutt,i dovremmo passare sotto un lettore di codici a barre… 

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Categorie:Giovani comunisti
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