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UDS: 10 domande ai partiti di in merito ai temi della scuola

Dieci domande sui temi dell’istruzione e della scuola pubblica.  Un questionario lanciato in rete dall’Unione degli Studenti. E a cui hanno risposto Antonio Di Pietro per l’Italia dei Valori. E Manuela Ghizzoni, Giovanni Bachelet, Maria Coscia, Letizia De Torre, Rosabruna De Pasquale, Emilia De Biasi, Eugenio Mazzarella, Giovanna Melandri, Caterina Pes, Tonino Russo, Alessandra Siragusa, Francesca Puglisi e Luigi Nicolais per il Partito Democratico.
Ecco le loro posizioni.

1) I nostri istituti cadono a pezzi, il 50% delle scuole non è a norma, solo con un piano di investimenti per 14 miliardi di euro si potrà risolvere il problema dell’edilizia scolastica. Vi impegnate a votare in Parlamento l’adeguato finanziamento della legge 23/96 per la messa in sicurezza degli edifici scolastici?

Pd: Sí: il piano straordinario per l’edilizia scolastica è una delle “Dieci proposte per la scuola di domani”. In quel documento abbiamo reclamato risorse, snellimento delle procedure e soluzioni innovative dal punto di vista architettonico, edilizio ed energetico.
Idv: Sì. L’IdV intende attuare le politiche necessarie a garantire a tutti gli studenti la sicurezza e la vivibilità dei plessi scolastici. Inoltre intendiamo vigilare sul rispetto delle leggi sulla sicurezza e agibilità, che risultano puntualmente disattese a causa dei tagli attuati da questo governo, la cui più diretta e tangibile conseguenza è il sovraffollamento delle aule.

Prc: Se fossimo stati presenti in Parlamento avremmo già avanzato la proposta contenuta nella campagna che stiamo lanciando proprio in questi giorni insieme con la Federazione della Sinistra. Tagliare le spese militari e per gli armamenti e quelle destinate alle scuole private per destinare risorse adeguate alla scuola, all’università, alla ricerca e alla cultura. La messa in sicurezza degli edifici scolastici è una delle nostre priorità e non solo per ciò che riguarda gli edifici. Non va dimenticato che l’azione del governo ha prodotto il mostro di classi con 30 e perfino 35 alunni. La qualità della didattica crolla verticalmente, ma si pongono anche seri problemi per l’incolumità di insegnanti e studenti, come abbiamo puntualmente denunciato in più di una situazione concreta.

Pdci: Studiare in strutture a norma è un diritto fondamentale. La situazione nel nostro Paese è drammatica, migliaia di studenti sono costretti a studiare in strutture al limite della decenza. Finanziare la legge 23 del 96 è la condizione necessaria per cambiare lo stato dell’edilizia scolastica: la Federazione della sinistra si batterà in questa direzione.

 

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http://www.unionedeglistudenti.net/sito/index.php?/scuola/dopo-le-nostre-10-domande-arrivano-le-prime-risposte-dalla-politica.html

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