LA SPEZIA ANTIRAZZISTA ANTIFASCISTA

14 dicembre 2011 Lascia un commento

La Spezia resta Umana: Rifondazione e Giovani Comunisti hanno aderito al presidio in passeggiata Morin a favore della Freedom Flotilla

Con il bellissimo motto del grande Vittorio Arrigoni “Restiamo Umani” si è tenuto lo scorso mercoledì pomeriggio in passeggiata Morin alla Spezia un presidio di solidarietà per il popolo palestinese e la Freedom Flotilla per sensibilizzare i cittadini spezzini su quanto sta accadendo nel martoriato territorio della Palestina.

Un grande striscione proveniente dal mare del nostro Golfo dei Poeti ha dichiarato a tutta la città la solidarietà delle tante associazioni presenti sul lungomare spezzino.

Le navi della Flotilla, che da anni cercano di portare aiuti concreti ai palesinesi confinati nella striscia di Gaza dal governo israeliano, vengono puntualmente ostacolate o tenute in ostaggio nei vari porti del mediterraneo dalle forze governative amiche di Israele come la Grecia.

Per fortuna a tanta incredibile ingiustizia, l‘azione di sensibilizzazione dei pacifisti di tutto il modo sta cominciando a fare breccia anche nei cittadini israeliani, che iniziano a rendersi conto di quanto il loro governo stia commettendo da molti decenni contro un popolo inerme, ridotto alla fame e alla schiavitù di una prigione a cielo aperto qual è la striscia di Gaza.

Ricordiamo che la città della Spezia è gemellata con la palestinese Jenin con cui da anni il comune ha un grande rapporto di collaborazione e solidarietà.

Ed è bello che dallo stesso mare Mediterraneo che lega la nostra città a Gaza arrivi il messaggio con cui Vittorio Arrigoni (al quale verrà assegnata la massima onoreficienza dello stato di Palestina, come ha ricordato la settimana scorsa a Lerici il console Hani Gaber) era solito chiudere i suoi articoli prima di venire barbaramente ucciso: restiamo umani, La Spezia resterà umana.

Un grande grazie per la splendida riuscita del Comuntwist 2 a Falconara. I temi della vera sinistra al centro di un partito giovane e dinamico

Si è conclusa con un grande successo di pubblico la seconda edizione del Comuntwist, la festa dei Giovani Comunisti spezzini allestita al parco di Falconara di Lerici nello scorso weekend.

Una tre giorni di dibatti e incontri di altissimo livello dove si è parlato del tragico presente del popolo palestinese e della Freedom Flotilla passando dai referendum sui beni comuni fino ad arrivare al decennale di Genova 2001 con Vittorio Agnoletto e Massimo Lombardi.

L’ottima cucina e la musica di qualità ad opera degli emergenti gruppi rock della provincia  hanno fatto il resto.

Rifondazione Comunista della Spezia e i Gc spezzini ringraziano quanti hanno partecipato all’allestimento e all’organizzazione dell’evento, il comune di Lerici e il moltissimo pubblico che ha affollato la pineta di Falconara.

La festa è stata il segno importante di un partito giovane e dinamico che porta avanti tutte le istanze di un’autentica sinistra degli anni 2000: anticapitalista, solidale, terzomondista e internazionale che agisce localmente e pensa semrpe globalmente.

I temi come l’acqua pubblica, i beni comuni, l’ambiente, il lavoro, l’antifascismo, l’ antirazzismo, la solidarietà e la giustizia sociale sono stati i cavalli di battaglia di quell’”altro mondo possibile” che proprio dieci anni fa, nel luglio del 2001, fu stoncato sul nascere dalla repressione e dagli interessi dei grandi gruppi economici e che solo ora, dopo il voto referendario, stanno tornando alla luce e al centro del pensiero dei cittadini.

I Gc spezzini danno l’appuntamento all’anno prossimo per il Comuntwist vol. 3, mentre Rifondazione Comunista ricorda le prossime feste per il mese di luglio: 15-16-17 e 22-23-24 al parco di Bottagna, al festa del circolo “Aldo Lombardi” di Vezzano Ligure e 29-30-31 al parco di Pitelli per la festa provinciale del Prc-Federazione della Sinistra.

1.2.3 luglio 2011, Comuntwist vol.2: a Falconara di Lerici ritorna la festa provinciale dei Giovani Comunisti spezzini

Con l’inizio dell’estate 2011 torna la Comuntwist, la festa provinciale delle Giovani Comuniste/i della Spezia.

Un ricco calendario di iniziative, ospiti, buona musica e ottima cucina di mare e di terra nella stupenda cornice del parco di Falconara di Lerici, adiacente al campo sportivo “Piero Bibolini” dove tutti i giorni dalle 17 alle 21 si disputerà il torneo di calcio antirazzista (per info e iscrizioni -rigorosamente gratuite- contattare la pagina Facebook dei Gc La Spezia).

Si parlerà di politica, pace, Palestina, sport, ma anche di beni comuni, patecipazione, democrazia e lavoro, con una doverosa incursione sul decennale di Genova 2001 alla presenza di Vittorio Agnoletto, già presidente del Genoa Social Forum ed ex parlamentare europeo di Rifondazione Comunista.

Si parte venerdì 1 Luglio alle 18.30 con Hani Gaber, console palestinese nord Italia, Stefano Rebora di Music for Peace, Fabio Amato (responsabile esteri Prc) e Simona Cossu, assessore alla cooperazione internazionale del comune della Spezia. Seguiranno alle 21.30 Los Caimanos in concerto e dj-set a cura di MC2.

Sabato 2 Luglio sarà la volta dell’ “Aperitivo del Quorum“. A partire dalle 18.30 si potrà ammirare la rassegna fotografica delle imprese dell’ormai mitica “Banda del Quorum“, sovversiva associazione che ha imperversato per tutta la provincia con il suo mitico striscione di dieci metri. A coloro che porteranno la tessera elettorale in cui si dimostri l’avvenuta partecipazione al voto del 12 e 13 giugno, la “banda” offrirà l’aperitivo.

Potrete infine conoscere di persona i famigerati componenti della banda che rilasceranno autografi e interviste. A seguire concerto dei Monroe Charme, Gli Inaffidabili e Cold Shot a partire dalle 21.30 e dj-set a cura di Funky Soul Brothers.

Infine doppio piatto forte per domenica 3 Luglio: alle 18.30 verrà presentato il libro “L’eclisse della democrazia. Le verità del G8 2001 a Genova” di Vittorio Agnoletto alla presenza dell’autore, con l’introduzione di Massimo Lombardi, responsabile movimenti Prc La Spezia.

Alle 21 incontro-dibattito con Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, che risponderà alle domande del pubblico sulla situazione politica attuale. Seguirà concerto degli Ansomia, Visibì e dj set a cura di Contatto Radio Popolare Network.

COMUNTWIST Vol.2 – Programma completo

COMUNTWIST Vol.2
Festa provinciale Giovani Comuniste/i
Falconara di Lerici (SP) 1.2.3 Luglio 2011

Venerdì 1 Luglio

Ore 18.30
LA PALESTINA AL TEMPO DELLA FREEDOM FLOTILLA

Incontro con
HANI GABER (console palestinese nord italia)
STEFANO REBORA (music for peace)
FABIO AMATO (responsabile esteri prc)
Introduce
SIMONA COSSU (assessora cooperazione internazionale)

Ore 21.30
LOS CAIMANOS in concerto

a  seguire
Dj-set a cura di MC2

Sabato 2 Luglio

Ore 18.30
APERITIVO DEL QUORUM + MICROFONO APERTO SU COSTITUENTE DEI BENI COMUNI
Porta la tessera elettorale con il timbro del referendum e ti offriamo l’aperitivo!!!

Ore 21.30
Concerto con
MONROE CHARME
GLI INAFFIDABILI
COLD SHOT

a  seguire
dj-set a cura di FUNKY-SOUL BROTHERS

Domenica 3 Luglio

Ore 18.30
“L’ECLISSE DELLA DEMOCRAZIA. LE VERITA’ NASCOSTE DEL G8 2001 A GENOVA”
Presentazione del libro con l’autore VITTORIO AGNOLETTO
Introduce MASSIMO LOMBARDI (responsabile movimenti PRC La Spezia)

Ore 21.00
Incontro con il segretario del PRC
PAOLO FERRERO

Ore 22.00
Concerto con
ANSOMIA
VISIBI’

a  seguire
Dj-set a cura di CONTATTO RADIO – POPOLARE NETWORK

Tutti i giorni dalle 17.00 alle 21.00 TORNEO DI CALCIO ANTIRAZZISTA

Giovani Comuniste/i: “Chiusura immediata di tutte le sedi fasciste”

Il ritrovamento di un vero e proprio magazzino di armi nella sede di Casa Pound spezzina dimostra che è stato giusto sostenere gli/le antifascisti/e che lo scorso sabato hanno manifestato contro l’apertura della nuova sede dei “pacifici” componenti del circolo di estrema destra alla Spezia.

Di quello che è accaduto in via Leopardi ci ha decisamente stupito il silenzio assordante delle istituzioni e le parole quantomento “soft” di altri soggetti politici locali, più preoccupati per il disturbo dell’ordine pubblico e al buon funzionamento del commercio che al serissimo problema del ritorno del neofascismo in un città come la nostra, medaglia d’oro alla Resistenza.

Perciò chiediamo alle istituzioni di chiudere immediatamente la sede spezzina di Casa Pound e tutte le sedi fasciste nella nostra città; e sollecitiamo nuovamente le forze politiche, associative e tutta la cittadinanza spezzina ad una mobilitazione generale antifascista per ribadire ancora una volta un NO sul nascere ad ogni rigurgito fascista nella nostra provincia. I

Comuntwist vol.2 is coming. Stay tuned

“Solidarietà agli antifascisti intervenuti ieri contro Casa Pound, subito una mobilitazione generale contro il neofascismo in città”

Il coordinamento provinciale Giovani Comunisti/e della Spezia esprime massima solidarietà, in particolare a coloro che sono stati tratti in fermo, alle antifasciste e agli antifascisti che nella giornata di ieri sono intervenuti in città contro l’apertura del “pub”, sede di Casa Pound. Ricordiamo a tutti che Casa Pound Italia è un’organizzazione di “fascisti del terzo millennio”, come amano definirsi, e che dietro il paravento delle attività socio-culturali porta avanti una pratica squadrista, fascista e razzista. E’ una delle numerose organizzazioni neo-fasciste che pullulano nel nostro Paese nonostante la Costituzione nata dalla Resistenza e la legge Scelba del 1953 li dichiarino fuori legge. Dove i neo-fascisti di CasaPound sono riusciti a insediarsi hanno sempre promosso la guerra tra poveri, il razzismo, il sessismo, l’ omofobia oltre al più pericoloso revisionismo storico. Questo è il vero fine del loro lavoro “socio-culturale” ed è noto che la loro attività, il più delle volte, sfocia nello squadrismo vecchia maniera. Assalti a sedi di sinistra, aggressioni razziali e a militanti di sinistra sono la loro vera specialità. Il nostro territorio e la nostra città, insignita della medaglia d’oro per la lotta della Resistenza, non può permettere indifferenza di fronte al crescere di queste realtà. Nel tornare ad esprimere massima solidarietà a quanti ieri si sono mobilitati, ci appelliamo a tutte le forze spezzine antifasciste affinchè facciano altrettatno per impedire che questa schifosa realtà politica acquisti legittimità di discorso e di azione all’interno dello spazio politico e sociale spezzino.

Coordinamento Provinciale Giovani Comunisti/e La Spezia

Stadio Picco e Municipio di Vezzano, ancora Banda delQuorum!

L‘ormai leggendaria Banda del Quorum non si ferma e torna a colpire nella provincia spezzina. Tra lunedì e martedì scorso un doppio blitz dei Giovani Comunisti/Rifondazione Comunista ha portato il mega lenzuolo prima sulle gradinate dello stadio “Picco” della Spezia in occasione della cerimonia di apertura delle Special Olympics e poi nei pressi del municipio di Vezzano Ligure, letteralmente gremito ieri per la presenza del grande don Andrea Gallo.

Ancora pochissimi giorni prima del fondamentale appuntamento referendario del 12/13 giugno per difendere l’acqua pubblica, contro il nucleare e per la legge uguale per tutti.

Quelli della Banda del Quorum“, rintracciabili anche sul noto social network Facebook, fino all’ultimo istante disponibile continueranno a spronare i cittadini a votare SI ai 4 referendum.

Per una questione di vita e di morte. E di democrazia.

Aldrovandi, per gli agenti niente sconti Processo d’appello verso la sentenza

Nemmeno un attenuante. Miranda Bambace ha cercato ma non ha rintracciato nemmeno «elementi tali da giustificare il loro comportamento». Il comportamento dei quattro agenti che, la mattina del 25 settembre 2005 hanno fermato Federico Aldrovandi, diciotto anni, incensurato, che tornava a piedi da solo dopo una notte in discoteca. In quel violentissimo – e ancora misterioso «controllo di polizia», Federico fu ucciso. Bambace è procuratore generale a Bologna. Le è toccato il ruolo di pubblica accusa nel processo d’appello. E ha chiesto che le pene vengano confermate per Enzo Pontani, Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri. «Si potrebbe forse parlare di dolo eventuale», aveva detto pochi giorni fa nella prima fase della requisitoria di fronte alla sproporzione, quattro contro uno. E i quattro armati di manganello – due gli ruppero addosso – svelti a pestare, lentissimi a chiamare soccorsi. Un ritardo colpevole e dopo «una versione poco credibile dei fatti», i quattro poliziotti secondo il pg «non hanno permesso di ravvisare in loro nessun atteggiamento di autocritica». Anzi, «fin dalle fase immediatamente successive all’omicidio del ragazzo» hanno messo in piedi versioni ufficiali «alterate», e ripetutamente aggiustate, malore prima, overdose poi, fino al delirio riguardante «un pazzo scatenato che sbatteva la testa contro i pali. «Le fotografie della scientifica, svolte su indicazione degli stessi imputati – sottolinea la pg – non rilevano nessuna ammaccatura sul cofano compatibile con il balzo di cui si favoleggia che avrebbe fatto nel tentativo di colpirli. E un ragazzo alto 1 metro e 81 qualche traccia avrebbe lasciato».

Nel processo di primo grado, le difese hanno provato la via del processo allo stile di vita del ragazzo fino ad arroccarsi sulla tesi della sindrome da delirio eccitato per ipotizzare un decesso improvviso dovuto ad assunzione di stupefacenti in stato di alterazione psicofisica. Ma per la pubblica accusa «non c’è alcun riscontro degli atti a questa ipotesi, mancano atti di autolesionismo del ragazzo, mancano evidenze medico scientifiche e non c’erano patologie in atto nel ragazzo. E soprattutto, Aldrovandi, non era un tossicodipendente». E’ morto «per compressione meccanica del fascio di His, sorta di valvola elettrica del miocardio». Gli hanno spaccato il cuore dopo avergli stampato sul corpo 54 lesioni di ogni tipo. E hanno provato a nascondere le prove e a inssabbiare l’inchiesta con la complicità di altri pezzi della questura come dimostra un’inchiesta bis giunta alle condanne di altri tre poliziotti. Ecco perché il processo d’appello sembra avviarsi a una sentenza – probabilmente il 10 giugno – senza sconti per i quattro servitori dello stato smascherati dal coraggio civile di una famiglia che non hanno creduto alle versioni ufficiali e alla testimonianza decisiva di Anne Marie Tsegue, camerunense residente nella via. «Ho molta stima di questa donna – spiega la pg – che ha avuto il coraggio di farsi avanti, a differenza di molti suoi vicini, che pure hanno sentito la Segatto dire “attenti, ci sono delle luci accese». Anne Marie vide i manganelli e sentì Federico chiedere aiuto a coloro che lo avevano aggredito, bloccato e mantenuto in una posizione «che qualsiasi manuale di polizia sconsiglia se non per il tempo necessario al cessare della resistenza». Dunque, l’ipotesi del dolo eventuale sarebbe addirittura un passo avanti sulla scia di quanto scritto in primo grado dal giudice che li condannò a 3 anni e mezzo: i fatti di quella notte all’ippodromo evocano «fattispecie tipica dell’omicidio preterintenzionale».

Checchino Antonini

da Liberazione.it

Categories: Repressione, Sociale Etichette: ,
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